Amniocentesi: perché è importante?

Anche se l’esame è facoltativo, si sente spesso parlare della possibilità di effettuare un’amniocentesi. Ma che cos’è poi davvero l’amniocentesi?

Di seguito, qualche indicazione.

E’ importante precisare però che Noi di Mondomamma.org riportiamo solo quanto scritto sugli altri siti di notizie e non siamo medici. Per avere maggiori informazioni bisogna rivolgersi ad un medico specialista.

Amniocentesi: che cos’è?

L’amniocentesi è un test che viene effettuato per monitorare il benessere del feto ed individuare in anticipo eventuali anomalie cromosomiche. L’esame viene portato a termine rilevando del liquido amniotico attraverso una puntura trans-addominale.

Quando viene effettuata l’amniocentesi?

L’amniocentesi solitamente viene effettuata tra tra la 16esima e la 18esima settimana. È questo il periodo di gestazione in cui è possibile verificare le variazioni cromosomiche o genetiche. Spesso, però, la gestante può essere sottoposta ad amniocentesi anche per controllare la maturità del feto.

L’esame segue sempre un controllo ecografico, che serve a verificare che il feto stia bene oppure a controllare che non vi siano più gravidanze di cui tenere conto.

Il test viene condotto in ambulatorio, dura poco più di un minuto e non necessita dell’intervento dell’anestesista.

Amniocentesi: ci sono rischi?

Molte mamme temono l’amniocentesi e si chiedono se possa comportare rischi per il bambino. La pratica ha comunque un margine di rischio di aborto (che si verifica nell’1% dei casi), e anche di infezione o perdita di liquido amniotico. Per questo occorre sottoporvisi solo se necessario.