Babbo Natale e la renna poesia di Shel Silverstein

“Questa è l’ora” disse Babbo Natale,
“le campane suonano di già”.
Poi si gettò la sacca sulla schiena
e saltò sulla slitta, oplà!

Chiamò: “Dài, Freccia, dài Fulmine e Tuono!
Dài Cometa, Stella e Falbalà!”
e saltan le sue renne, tranne una,
una sola restò ferma là.

Aveva tirato la slitta per millenni
senza mai dire: “Be’?”
ma ora stava nella neve e mormorava:
“Cos’hai tu per me?”

Disse Babbo Natale: “Ho bambole e giocattoli
per bimbi e per bebè”.
Ma la renna ripeteva, sempre immobile:
“Cos’hai tu per me?”

“E’ mezzanotte, le campane hanno suonato”
gridò Babbo Natale fuor di sè.
La renna guardò nel firmamento:
“Sì, va bene; ma cos’hai per me?”

Babbo Natale si frugò nella barba,
vi trovò una pulce e niente più;
la infilò nell’orecchio della renna.
La renna disse: “Per me? Oh, Gesù!”

Così volarono nel cielo
con la pulce, perchè
la morale di questo racconto
la sai meglio di me.