Per emangioma si intende una forma tumorale benigna causata da un irregolare sviluppo di alcune strutture vascolari, le quali formano una sorta di groviglio a livello di vasi sanguigni.

A seconda della sua localizzazione anatomica, questa anomalia viene definita: capillare, arteriosa, venosa oppure cavernosa.

Si tratta di anomalie congenite, che, se interessano l’epidermide, sono chiaramente visibili e si presentano come chiazze di colore rosso, simili ad un livido, dai contorni indefiniti e irregolari, e dalle dimensioni variabili (denominate comunemente “voglie”) e presenti soprattutto nella regione testa/collo.

Gli emangiomi, tuttavia, possono essere localizzati anche in altre sedi anatomiche, come fegato, milza, rene, sistema nervoso centrale; a volte può esserci una compromissione contemporanea di più sedi: in questi casi si parla di sindromi cliniche denominate angiomatosi.

Nella maggioranza dei casi queste formazioni sono benigne, hanno la tendenza a regredire spontaneamente nell’arco di qualche anno, senza causare danni.

Che cos’è l’emangioma nel neonato

Si tratta di un’anomalia congenita, che può manifestarsi già al momento della nascita, oppure comparire nelle prime settimane successive alla nascita.

Essa ha origine da una cellula endoteliale localizzata in un vaso sanguigno, che, proliferando in maniera anomala, da origine alla patologia.

La sua incidenza è del 3-10% dei neonati, maggiore nelle femmine rispetto ai maschi, e nei prematuri sottopeso. Dopo la nascita, la macchia può assumere il tipico aspetto di una massa spugnosa che si accresce rapidamente, per poi regredire spontaneamente.

Emangioma nel neonato: quali sono le cause?

Non si sa ancora con precisione quale siano le cause scatenanti che provocano l’incontrollata proliferazione della cellula endoteliale vasale (nella maggior parte dei casi si tratta di capillari); secondo recenti studi, è stato ipotizzato un coinvolgimento ormonale a carico degli estrogeni, ma tale ipotesi deve essere supportata da ulteriori approfondimenti.

Secondo altri studi, tale anomalia potrebbe essere correlata all’assunzione di determinate proteine durante il periodo della gestazione; oppure, a fenomeni di ipossia, ovvero di insufficiente ossigenazione del feto durante i nove mesi della gravidanza. In questo caso, la carenza di ossigeno attiverebbe l’azione di alcuni geni responsabili dell’insorgenza dell’emangioma.

Aspetto dell’emangioma nel neonato

La colorazione di questa neoformazione è tipicamente rossa, ma può assumere anche tonalità blu o violacee, a seconda della profondità a cui è localizzata.

Le dimensioni variano da pochi a molti centimetri, e a volte, può presentare formazioni secondarie adiacenti a quella principale, che hanno comunque dimensioni minori.

Nella fase iniziale di comparsa, l’emangioma si presenta come una chiazza pallida ricca di teleangectasie (La teleangectasia è la dilatazione di piccoli vasi sanguigni), che tende ad assumere poi un colorito rosso. Si può osservare un successivo ampliamento della zona, accompagnato da variazione del colore.

Emangioma nel neonato: quali cure?

Dopo la diagnosi, stabilita da un medico specialista in dermatologia, spesso correlata ad indagini diagnostiche (come ecodoppler, risonanza magnetica e biopsia), è prassi comune attendere e mantenere sotto osservazione l’emangioma, in quanto spesso regredisce spontaneamente.

Qualora esso non scomparisse, oppure andasse incontro ad ulcerazione, o ancora ostacolasse le funzioni vitali, le terapie si basano su:

  • farmaci, come il propranololo, un beta bloccante che recentemente è stato utilizzato con successo nel 90% dei casi;
  • laserterapia, in particolare viene utilizzato il dye laser, per la sua elevata selettività sulle cellule epiteliali;
  • ablazione chirurgica, che viene effettuata di rado ed in casi di comprovata gravità. Si tratta comunque di un intervento non particolarmente invasivo.

Per maggiori informazioni, si può visitare il sito www.emangioma.net .