Notte Santa poesia di Jolanda Colombini Monti

Mentre il sole, lèmme lèmme
dietro ai monti tramontava,
nella terra di Betlemme
un evento s’annunciava…
…un evento che nell’aria
dava palpiti d’attesa!
Quella sera straordinaria
prometteva una sorpresa!

E la notte di quel giorno,
buia e quieta era discesa:
qualche lume solo, intorno,
di candela ancora accesa.
Una stella passeggiava
or vicina ed or lontana.
Che voleva? Dove andava,
quella stella lunga e strana?

Poi la notte d’improvviso
come giorno diventò
e un chiaror di Paradiso
tutto il cielo rischiarò.
Un bell’angelo dall’ale
grandi e aperte allor comparve
disse: “È notte di Natale.
Gesù e nato!” e poi disparve.

“Gesù è nato! Osanna! Osanna!”
col suo gregge ogni pastore
corre verso la capanna,
inneggiando al Redentore.
Pieni i cuori di letizia.
Alle genti più lontane,
corre, vola la notizia
tra un frastuono di campane!

Tutti vedon la cometa,
così fulgida e splendente!
“Essa c’indica una meta!”
lieta mormora la gente.
“E noi pure andar dobbiamo,
per la strada ch’essa addìta.
Gesù è nato! Lo sappiamo
e la stella a Lui c’invita”.

 

Fiocca! Fiocca! Non importa!
Punge il gelo e c’è tempaccio!
Un agnello nella sporta
ed un altro sotto braccio,
van Mariuccia e Maddalena
con un solo largo ombrello:
non avverton freddo o pena.
Tutto intorno sembra bello!

La cometa s’è arrestata!
Ecco! Ecco la capanna!
Molta folla è già arrivata.
Cresce il grido: Osanna! Osanna!
S’odon canti d’alleluia!
A pregar ogniun s’appresta,
e la notte prima buia
ora ha luci di gran festa!

 

Nato, sì! Ma senza culla,
senza fasce poverino.
Senza maglia, senza nulla,
con la paglia per lettino!
Per fortuna, nella notte,
chi dal monte chi dal piano,
portan doni a frotte a frotte,
da vicino, da lontano!

Il Bambino è poverello.
Per scaldarlo non c’è fiamma!
Solo un bue, un asinello
ed il cuor della sua Mamma!
Ma quel Bimbo è il Redentore
e la stella, da lassù,
fa che tutti, al suo chiarore,
giunger possano a Gesù!

 

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