Sonetto LXXXIX poesia di Vittorio Alfieri

Là dove muta solitaria dura
piacque al gran Bruno instituir la vita,
a passo lento, per irta salita,
mesto vo; la mestizia è in me natura.

Ma vi si aggiunge un’amorosa cura,
che mi tien l’alma in pianto seppellita,
sì che non trovo io mai spiaggia romita
quanto il vorrebbe la mia mente oscura.

Pur questi orridi massi, e queste nere
selve, e i lor cupi abissi, e le sonanti
acque or mi fan con più sapor dolere.

Non d’intender tai gioie ogni uom si vanti:
le mie angosce sol creder potran vere
gli ardenti vati, e gl’infelici amanti.

 

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